martedì 17 maggio 2011

Garbage art

Marat (Sebastiao)

Questa immagine colpisce per il potere evocativo che trasuda. Ma se guardate meglio, c'è anche un altro motivo: è fatta di rifiuti. "Marat (Sebastiao)" è un'opera dell'artista visuale brasiliano Vik Muniz, della serie Picture of Garbage. Muniz ha passato due anni a Jardim Gramacho, la discarica più grande di Rio de Janeiro e sicuramente una delle più grandi del mondo. Qui, ha incontrato e fotografato una decina di catadores, persone che si guadagnano da vivere raccogliendo nell'immondizia i materiali riciclabili. Dalle foto sono poi state realizzate immagini giganti composte con i rifiuti, a loro volta fotografate. Con i soldi ricavati dalla vendita delle opere, tutti dati ai raccoglitori, è stata costituita un'associazione che li rappresenta (AcamJG). La storia è raccontata dal documentario Waste Land di Lucy Walker. 




venerdì 13 maggio 2011

Non ci facciamo una bella figura

E' solo una simulazione!


Copenaghen vuole diventare, nel 2035, la prima capitale carbon free al mondo. E ha già imboccato lo strada giusta. A Berlino ci sono già più di 300 auto elettriche, in Irlanda nel 2020 il 10% delle auto in circolazione saranno elettriche. Entro la fine del 2011, saranno installati in tutto il Paese 2.000 punti di ricarica domestici, 1.500 colonnine nelle strade e altre 30 per la ricarica veloce. A Malaga arriveranno nei prossimi anni 200 auto e 220 punti di ricarica e a Malmö il Comune comprerà veicoli elettrici. Venti famiglie proveranno poi un’auto elettrica per tre mesi, e anche i pendolari potranno chiedere di poter fare un test. 
E a Roma? In mancanza di una domanda di riserva, ecco che cosa succede a Roma: le auto elettriche sono poco più di 35 e non c'è ancora un piano di lungo periodo per promuovere la mobilità elettrica urbana. Sarà pronto a settembre, assicura l'assessore all'Ambiente Visconti che, non avendo altri bei progetti da raccontare, annuncia che presto il bikesharing sarà finanziato con la pubblicità sulle bici.
Siamo all'ultima giornata di MotechEco, il salone della mobilità elettrica promosso dal Comune di Roma. E, pur essendo i padroni di casa, no ci abbiamo fatto, come spesso accade, una bella figura. E non solo per la sostanza, ma anche per la forma. Mentre l'ingegner Contadini del Comune tenta di giustificarsi attribuendo la mancanza di grandi progetti a una «cautela tutta italiana», Gian Piero Joime, altro collaboratore dell'assessore, in un romanesco inglesizzato, definisce il grande progetto di Green eMotion (che unisce diversi paesi europei èer la promozione dell'auto elettrica) «this big picture», provocando risolini tra gli ospiti stranieri.


Il mio articolo completo su MotechEco è su Eco dalle città.

mercoledì 11 maggio 2011

Corchiano, il comune a 5 stelle


La sostenibilità diventata prassi, parte fondamentale della vita quotidiana. Non uno sfizio, non una strada, ma la strada. A Corchiano, piccolo comune del Viterbese vincitore assoluto nel 2010 del premio Comuni a 5 stelle, non c'è solo la raccolta differenziata porta a porta (con una percentuale pari all'85%), ma anche il recupero dell'olio di frittura da trasformare in carburante per lo scuolabus. Non c'è solo un Piano regolatore che chiede a chi costruisce ex novo di integrare i criteri dell'efficienza energetica, ma anche un gruppo di acquisto comunale di pannelli fotovoltaici (e l'obiettivo è arrivare a 100 tetti solari, e anche di più). E poi ci sono i vigili in bicicletta, gli eco euro, i detersivi venduti alla spina, le multe al contrario per contestare buone azioni sostenibili, gli orti urbani con una banca del seme per proteggere la biodiversità. E c'è anche una Bottega delle buone pratiche dove i cittadini possono trovare tutto quello che serve per vivere in modo più ecocompatibile. Artefice di questo nuovo corso è un'amministrazione che sa guardare al futuro, guidata dal sindaco Bengasi Battisti. Che alle prossime elezioni, tra qualche giorno, sarà rieletto. La sua, infatti, è l'unica lista presentata.
La mia intervista completa al sindaco Bengasi Battisti è su Greenews.

martedì 3 maggio 2011

Guerriglia urbana...in giardino


Una volta Marcia Theophilo, poetessa e antropologa brasiliana da sempre impegnata per la protezione della foresta amazzonica, mi ha detto che oggi la difesa dell'ambiente è la cosa più rivoluzionaria che ci possa essere. E dalla stessa idea è nata nel 1973 a New York, dalla testa di Liz Christy e altri attivisti verdi, la Green Guerrilla. Un movimento che vuole riappropriarsi di tutti quegli scampoli di terreni urbani abbandonati, incolti, pieni di rifiuti, facendoci nascere i fiori. Come ogni guerriglia che si rispetti, anche qui c'è un elemento battagliero e ci sono armi tutte particolari: le bombe di semi. Sono palloncini pieni di acqua, semi e fertilizzante lanciate dietro staccionate e recinzioni di terreni lasciati a se stessi. L'attività di Guerrilla Gardening è nata così, lanciando in giro per la città seed granade pronte a esplodere. Il primo giardino comunitario creato da Liz a Manhattan esiste ancora. A questo se ne sono aggiunti molti altri, in tutto il mondo. Nel 2004, il londinese Richard Reynolds ha creato un blog in cui racconta le sue esperienze di "illicit cultivation" in città. Anche in Italia è attivo da qualche anno un gruppo di Guerrrilla Gardening, che progetta "attacchi verdi"  in varie città italiane.
A Roma,  il gruppo di architetti e paesaggisti dello studio Uap ha lanciato qualche mese fa il progetto Zappata romana, una mappa interattiva in cui sono raccolti tutti gli spazi verdi condivisi della capitale: orti, fattorie didattiche e giardini spot appunto, creati con azioni di green guerrilla. La cartina è in continuo aggiornamento. Per segnalare un angolo verde strappato al cemento e recuperato, basta scrivere a info@studiouap.it.


Visualizza ZAPPATA ROMANA: SPAZI VERDI CONDIVISI - by studioUAP in una mappa di dimensioni maggiori

giovedì 28 aprile 2011

Maggio è il mese della bici

La prima volta che ho capito quanto si può amare la bicicletta, è stato a lezione di Sociologia all'università. In cattedra c'era Davide Sparti, che oltre a studiare con profonda dedizione la musica jazz, era innamorato della bici. In Italia, pensare di spostarsi in città con la bici fa venire le bolle a molti. Problemi di traffico sì, ma anche di cultura. "Il peggiore nemico della bicicletta in città non sono le macchine, ma i pregiudizi”, diceva Ritt Bjerregaard,  commissario europeo per l'Ambiente dal 1995 al 1999.
Negli Stati Uniti, maggio è da decenni il National bike month, promosso dalla League of American Bicyclists. L'associazione dei ciclisti (un tempo chiamati wheelmen) nata nel 1880, che dal 1956 organizza il Bike to work day. Il giorno cioè in cui si chiede a tutti i cittadini di lasciare l'auto parcheggiata e andare al lavoro (ma anche a scuola, all'università, a fare la spesa o alla posta) in sella alla bici.  Nel 2008, a Denver, in Colorado, hanno partecipato alla giornata più di 10.300 persone. 
L'iniziativa oggi ha contagiato diversi paesi del mondo (dal Canada all'Indonesia), ed è arrivata anche in Italia, a Roma. Nella capitale, il B2W day è organizzato dai Ciclomobilisti, un gruppo di ciclisti romani molto attivi in rete e famosi per le loro pause pranzo condivise all'Eur, i cosiddetti ciclopranzi. Sono a disposizione per consigliare a chi vuole partecipare i percorsi più sicuri, e sul loro forum è possibile incontrare persone che fanno il vostro stesso percorso. L'anno scorso, per la prima edizione romana del B2W day, in alcune grandi aziende come Sky o Poste italiane si erano già formati gruppi di bikers-lavoratori.
La giornata sarà anticipata da Legambiente il 3 maggio, con un campionato tra 27 città italiane: vince la città dove ci sono più lavoratori-ciclisti. L'8 maggio, poi, sarà la seconda Giornata nazionale della bicicletta, promossa dal ministero dell'Ambiente, e in quell'occasione saranno organizzate tante pedalate non competitive tra le strade cittadine: tra tutte, Bimbimbici e Bicincittà.
Per i veri appassionati, c'è questa guida per chi va al lavoro in bici a Roma, messa a punto dai Ciclomobilisti.
Il mio articolo completo sul Bike to work day è pubblicato su Eco dalle città.